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Archive for the ‘Articoli in italiano’ Category

Nel 2001 la McDonald’s ha aperto un nuovo punto vendita di 550 metri quadri ad Altamura, paese di 70 mila anime. Inizialmente, il colosso del panino ha fatto breccia fra i tanti giovani del posto. Dopo qualche mese, il panettiere Luca Di Gesù aprì una piccola bottega accanto al “gigante”. La gente, ha cominciato a snobbare il buon Mc e a fare incetta delle specialità preparate da Di Gesù. Il resto venne da sé, come una naturale conseguenza. Dopo solo un anno e mezzo il McDonald’s di Altamura fu costretto a chiudere, mentre il panificio è ancora là. Anzi, questa storia, finita persino sul New York Times e su Liberation, ora è diventata un docufilm – “Focaccia blues” – prodotto da Alessandro Contessa, con la regia di Nico Cirasola e la partecipazione straordinaria di Renzo Arbore, Lino Banfi, Michele Placido e Nichi Vendola. Un cast d’eccezione per un documentario che il 6 aprile è stato proiettato, in quasi-contemporanea, al Vinitaly di Verona e a Chicago, durante il concerto di Renzo Arbore. Dopo il concerto Arbore, insieme con il panettiere Di Gesù e una delegazione di Altamura si sono recati a rendere omaggio di una di queste famosissime focacce nientemeno che al presidente della McDonald’s Usa. Non sappiamo come l’abbia presa, ma, di sicuro, non sarà stato piacevole vedersi rendere pan per focaccia.

Articolo accorciato da http://www.hqfnews.com (high quality foods news)

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Charlie Chaplin

Charlie Chaplin

A Mirella di Cuesme, con affetto.

C’era una volta una coppia con un figlio di 12 anni e un asino.

Decisero di viaggiare, di lavorare e di conoscere il mondo. Così partirono tutti e tre con il loro asino. Arrivati nel primo paese, la gente commentava: “guardate quel ragazzo quanto è maleducato…lui sull’asino e i poveri genitori, già anziani, che lo tirano”.

Allora la moglie disse a suo marito: “non permettiamo che la gente parli male di nostro figlio. Il marito lo fece scendere e salì sull’asino.

Arrivati al secondo paese, la gente mormorava: “guardate che svergognato quel tipo…lascia che il ragazzo e la povera moglie tirino l’asino, mentre lui vi sta comodamente in groppa.” Allora, presero la decisione di far salire la moglie, mentre padre e figlio tenevano le redini per tirare l’asino.

Arrivati al terzo paese, la gente commentava: “pover’ uomo! dopo aver lavorato tutto il giorno, lascia che la moglie salga sull’asino. e povero figlio. chissà cosa gli spetta, con una madre del genere! Allora si misero d’accordo e decisero di sedersi tutti e tre sull’asino per cominciare nuovamente il pellegrinaggio.

Arrivati al paese successivo, ascoltarono cosa diceva la gente del paese: sono delle bestie, più bestie dell’asino che li porta. Gli spaccheranno la schiena!

Alla fine, decisero di scendere tutti e camminare insieme all’asino. Ma, passando per il paese seguente, non potevano credere a ciò che le voci dicevano ridendo: guarda quei tre idioti; camminano, anche se hanno un asino che potrebbe portarli!

Conclusione: ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa andare bene come sei. Quindi: vivi come credi. fai cosa ti dice il cuore…ciò che vuoi…una vita è un’opera di teatro che non ha prove iniziali.

Quindi: canta, ridi, balla, ama… e vivi intensamente ogni momento della tua vita… prima che cali il sipario e l’opera finisca senza applausi. (Charlie Chaplin)

Ringrazio menphis75 per questo racconto (www.menphis75.com)

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Dal blog di Lio Klingofer

Dal blog di Lio Klingofer

Partigiani d’Italia,

oggi più che mai l’Italia ha bisogno di voi. Nel 1994 un uomo è sceso in campo, era l’uomo sbagliato per la nostra Italia.

Vi chiedo di tornare in campo dopo 63 anni. Il campo non è più quello d’una volta, tutto il resto non è cambiato. Il campo è la Rete, le armi sono l’informazione, l’informazione e l’informazione. Diffondere l’informazione è il nostro dovere e il vostro dovere.

Mio nonno, classe 1897 ha conosciuto il ventennio e io ho avuto la fortuna di conoscere lui.

Prima di lasciare un Paese che mio figlio ha il diritto di non conoscere, voglio fare qualcosa per tutte le persone che lasceremo al loro destino, chiamare la cavalleria.

Già, la cavalleria siete voi, partigiani d’Italia. Voi che avete dimostrato il vostro coraggio, siete chiamati a completare il lavoro. Riconquistare la democrazia, lottare per avere un’informazione libera in un libero Stato. La vittoria dipenderà anche da voi, dipenderà da voi se arriverete troppo tardi.

Aprite uno spazio in Rete. Diffondete l’informazione, denunciate la disinformazione, la censura, chi viola la nostra costituzione. Non permettete a NESSUN partito di mettere il proprio simbolo affianco al vostro perché diventerete i miei nemici come il nazifascismo lo era per mio nonno. Non permettete a nessuno di parlare di politica sul vostro canale. I partigiani sono di TUTTI.

Fatelo per noi, nipoti di quelli che hanno conosciuto il ventennio e che mai avrebberò voluto rivedere una simile situazione.

TORNATE in campo.

Trasferitevi su internet.

L’Italia ha ancora bisogno di voi.

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Le famiglie italiane che usavano internet nel 2007 erano il 43%, nel 2008 sono scese al 42%.

Nell’Europa dei 27 fanno peggio solo Bulgaria (25%) e Romania (30%).

Nel 2008 c’è stato il sorpasso di Cipro, Ungheria, Polonia, Portogallo e Croazia. (Eurostat)

Italia: 0, Polonia: 2

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http://amisnet.org

Mussolini - Berlusconi

Nel 2006, l’Italia ha conosciuto un colpo di Stato senza che nessuno ne abbia parlato.

Il governo Berlusconi con la legge Calderoli ha fatto una legge elettorale incostituzionale che viola la convenzione europea dei diritti dell’uomo su 3 punti:

Primo punto, io elettore, non ho la possibilità di scegliere le persone che dovrebbero rappresentarmi in Parlamento perché la lista è bloccata.

Secondo punto, l’attribuzione di un premio di maggioranza non è subordinato al raggiungimento di alcuna soglia minima.

Terzo punto, il candidato Premier non è indicato sulla scheda elettorale.

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une attente de deux heures

Cittadini davanti alla Questura di Bologna

In Italia, una cittadina polacca ottiene un permesso di soggiorno subendo questo percorso: Dal sito della questura legge i documenti che dovrà presentare.

Si reca alla questura e dopo una fila di circa due ore, in piedi e all’aperto si trova il dipendente di turno dietro lo sportello che, esaminando i documenti esordisce con: “Manca un documento”. La cittadina cerca di spiegare che ha raccolto tutti i documenti richiesti dal loro sito ma non c’è niente da fare, davanti a lui ha una persona arrogante, incivile e maleducata.

Così torna a casa, prepara il documento mancante e aspetta una settimana (l’ufficio è aperto di pomeriggio una volta la settimana) per tornarci.

Dopo la solita fila di due ore arriva davanti allo sportello e trova un altro poliziotto che esaminando tutti i documenti, compreso quello che mancava la volta prima, esordisce con: “Manca un documento”. La cittadina a questo punto non sa se arrabbiarsi, disperarsi o ridere, è confusa. Dopo qualche secondo si riprende e cerca di spiegare che sul sito… e che il collega… ma viene interrotta con:”Se non le va bene se ne può tornare nel suo paese”. A questo punto la cittadiao stranieao, che ha una formazione più alta della persona che l’ha appena umiliata, esce senza dire una parola.

La settimana successiva chissà perché, tutti i documenti vengono ritirati dal poliziotto di turno. Dopo un periodo di circa due mesi, la cittadina si reca di nuovo alla questura e dopo avere fatto la fila sempre in piedi e all’aperto chide al poliziotto di turno di ritirare il suo permesso di soggiorno. Il dipendente si assente un minuto e torna davanti al cittadino dicendo: “Il suo permesso di soggiorno è pronto ma manca la carta d’identità di suo marito”. (Qui sfido chiunque a rimanere in uno stato normale).

Ti ho raccontato quello che è accaduto nel 2004 nel mese di ottobre a mia moglie e altre persone che abbiamo conosciuto in quella occasione. Mi sono vergognato, da italiano, per come l’Italia accoglie dei cittadini del mondo.

Oggi nel 2008 ti racconto la storia invertita. Arrivato in Polonia ho visionato su internet i documenti necessari e una volta preparati mi sono recato nel voivodato di competenza. Dopo un’attesa di novanta minuti, seduto in un corridoio sono entrato in un ufficio, mi sono seduto e in dieci minuti ho presentato i documenti alla persona dall’altra parte della scrvania. Dopo cinque settimane sono tornato per ritirare il mio permesso di soggiorno, valido per cinque anni e gratuito, questa volta senza fare la fila. Come gli altri cittadini sono stato trattato con rispetto, cortesia e civiltà.

Italia: 0, Polonia: 1

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